Un tout è chiunque venda pronostici invece di piazzare scommesse per conto proprio. I pronostici possono arrivare sotto forma di un canale Telegram da $99 al mese, una scheda “premium” su un sito di scommesse o un messaggio diretto da qualcuno che ti ha contattato dopo che hai messo “mi piace” a un account di calcio. Ciò che distingue un tout da un analista autentico è l’incentivo: un tout viene pagato indipendentemente dal fatto che il pronostico sia vincente o perdente. Il loro modello di business dipende dagli abbonamenti e dai rinnovi, non dalla redditività a lungo termine delle scommesse stesse, il che rappresenta un insieme di incentivi completamente diverso da quelli che interessano realmente a uno scommettitore.
Quel divario tra “essere pagati per vendere pronostici” ed “essere pagati perché i pronostici vincono” spiega quasi tutti i problemi del settore dei tout. Un tout che ottiene un bilancio di 3-7 su dieci consigli pubblicati può comunque presentarlo come una vittoria pubblicizzando solo i tre vincenti, citando delle “unità” senza mai rivelare quanto valga un’unità, o cambiando nome una volta che un mese negativo diventa evidente. Nulla di tutto ciò richiede di mentire spudoratamente: richiede solo di non pubblicare mai lo storico completo e datato.
La versione più aggressiva di questo fenomeno è uno schema di suddivisione, a volte chiamato “scratch and split”. Un tout con un vasto seguito gratuito invia pronostici opposti a diversi segmenti del proprio pubblico prima di una partita, per poi ricontattare solo il segmento che ha ricevuto il lato vincente. Ripetuto per diversi round, questo crea un piccolo gruppo di persone che ha visto lo stesso account indovinare tre o quattro “certezze” di fila: una serie che sembra incredibile ma che è in realtà solo aritmetica applicata a un pubblico che si restringe.
Esistono servizi di pronostici legittimi e la distinzione è verificabile: pubblicano ogni pronostico, datato e quotato al momento dell’uscita, idealmente registrato tramite un tracker indipendente anziché auto-dichiarato. Il numero che conta davvero non è la percentuale di vincita, ma il ritorno sull’investimento rispetto alla quota di chiusura, poiché una percentuale di vincita del 55% può essere enormemente redditizia o una strategia totalmente perdente, a seconda delle quote giocate.
Esempio
Immagina un tout che gestisce un canale Telegram gratuito con 8,000 follower prima di una partita del girone della Coppa del Mondo Twenty20, India contro Australia. Prima della partita, il tout invia a 4,000 follower “CERTEZZA: India vincente @ 1.80” e agli altri 4,000 “CERTEZZA: Australia vincente @ 2.05.” L’India vince. Il tout non cancella nulla, si limita a ricontattare solo i 4,000 che hanno ricevuto il pronostico corretto, congratulandosi con loro e anticipando la “certezza di domani”.
Partita successiva, Inghilterra contro Sudafrica, gli stessi 4,000 vengono divisi di nuovo: 2,000 ricevono Inghilterra, 2,000 ricevono Sudafrica. Il Sudafrica vince. Ora 2,000 persone hanno visto questo account indovinare due “certezze” di fila. Un altro round — Pakistan contro Nuova Zelanda, diviso 1,000/1,000 — e il Pakistan vince. Questo lascia 1,000 follower che hanno visto personalmente tre pronostici “garantiti” corretti di fila dalla stessa fonte, e non hanno idea che altre 7,000 persone abbiano ricevuto il lato perdente ogni volta e abbiano smesso silenziosamente di seguire l’account.
Il tout ora propone a quel gruppo di 1,000 persone un livello a pagamento a $99 al mese: “3-0 in questo torneo, non perderti il prossimo.” Se anche solo un terzo si converte, si tratta di circa 330 abbonati × $99 = $32,670 in un solo mese, generati da uno storico reale di 3-0 che è completamente privo di significato, perché esclude tutti coloro che lo schema era progettato per eliminare. I singoli pronostici erano lanci di moneta a quote eque; il “vantaggio” era interamente nella struttura di marketing, non in alcuna abilità di analisi.
Punti chiave
- Richiedi lo storico completo, non solo gli highlights: uno storico reale include ogni pronostico, datato, con le quote prese al momento, non una lista curata di successi. Se un servizio non è in grado di produrlo, considera qualsiasi affermazione sulla percentuale di vincita come non verificabile.
- La percentuale di vincita da sola non dice nulla: un tipster che vince il 55% a una quota di 1.70 sta perdendo denaro, mentre uno che vince il 40% a una quota di 2.80 è comodamente in profitto. Chiedi sempre a quali quote sono stati presi i pronostici, non solo quanto spesso hanno vinto.
- Il valore della quota di chiusura è il vero test: confronta le quote raccomandate da un tout con le quote disponibili appena prima dell’inizio dell’evento. Battere costantemente la quota di chiusura è un segnale di abilità molto più forte di qualsiasi serie di vittorie a breve termine.
- Diffida delle “unità” vaghe: se un servizio riporta i risultati in unità non etichettate invece che in dollari o in percentuale di rendimento su un bankroll fisso, non c’è modo di sapere se un mese da “+42 unità” significhi qualcosa, poiché un mese negativo con una puntata elevata può essere nascosto all’interno di molte piccole unità vincenti.
- I pronostici gratuiti esistono per creare un pubblico per quelli a pagamento: un vasto seguito gratuito prima di un grande evento, seguito da ricontatti selettivi, è il classico schema di suddivisione. Sii particolarmente scettico riguardo alle affermazioni di “certezza del giorno” legate a una partita importante come una finale di Champions League o una finale del Grande Slam, dove il pubblico è più numeroso.
- Un tout che non scommette sui propri pronostici non rischia nulla: i servizi che pubblicano le proprie puntate e il proprio bankroll, e che perdono denaro reale quando sbagliano, hanno un interesse diretto (skin in the game) che un’operazione basata puramente su contenuti e abbonamenti non ha.